Archivio per 'ONSTAGE'


ONSTAGE #2

Ecco un semplice prodotto di cancelleria che normalmente troneggia insulso sulle scrivanie degli uffici. Errore. Ecco come Studio Backstage, con i superpoteri che possiede, ha fornito a clienti, amici e fornitori un piacevole oggetto che migliori l’estetica del loro spazio di lavoro (senza escludere necessariamente la cucina o la camera) e che li aiuti a vivere in un ambiente purificato. Da cosa? Dal cattivo gusto diffuso, dai brutti pensieri, dal sospetto che in realtà si tratti di una candid camera, insomma: dalle eventualità fisico-statistiche normalmente conosciute come sfiga.
In ogni mese una frase cui prestare la massima attenzione: basta applicarsi, fare di Studio Backstage la propria unica e amata agenzia di pubblicità e la vita tornerà a sorridere.

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ONSTAGE #1

Il numerozero di ONstage racconta la storia di Studio Backstage e l’idea iniziale di Michele Marchesini di fondare un laboratorio che usasse un approccio artigianale al lavoro di agenzia. In quattordici anni di attività, per colpe da imputarsi anche ad Ale Giorgini, questo gruppo di creativi ha insistito a realizzare campagne fresche e fuori dagli schemi, che clienti sventati hanno approvato e mostrato persino di gradire.
Non avendo imparato la lezione e senza mostrare il minimo segno di pentimento, lo studio dà forma a un book nero (365 copie numerate piene di ossigeno, idee e progetti). Diabolicamente capiente e pieno di opere di fattura Backstage & co., ONstage uno è uno spazio aperto, un po’ anarchico, senza regole e senza prodotti da promuovere, in cui poter sfogare la propria insana spinta creativa. Sì, perché per non assumersi responsabilità, Loro hanno lasciato al inconsapevole destinatario una serie pagine bianche da riempire: scribacchiando, incollando, disegnando, fotografando… e firmando ciascuna delle malefatte. Con la minaccia finale che tanta creatività possa prendere vita e rivoltarglisi controoooo.

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ONSTAGE #O

O bianco, o nero. Un modo di dire che non lascia scampo. La risposta è solitamente un timido invito a considerare tutta la gamma dei grigi, le sfumature… insomma, non se ne dà fuori. Eppure questa disputa cromatica ha già in sé la soluzione: il bianconero, inteso come colorazione compiuta e autonoma tanto che, nella complessa palette del mondo pubblicitario, la tonalità mantiene una precisa dominazione.
L’esordio di ONstage è dedicato proprio al BN, che sa raccontare in profondità e ha quella rara capacità di memorizzarsi nell’occhio e nella mente che lo rende icona di stile, eleganza, memoria e concretezza. È la tonalità che supera il colore, regalando a una storia o a un’immagine momenti di unicità sospesi nel tempo, vibranti di realtà. Come in una vecchia pellicola, ammanta di magia, fornisce una cifra stilistica che non si improvvisa ma si ottiene con un sapiente bagaglio di memoria, di citazioni riconoscenti e appropriazioni di emozioni.
È la ricetta di Backstage: né semplice, né complicata; né bianca, né nera. Bianconera.

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K-NON | salute e baci da Thiene


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